02/09/11

Briochine latte e miele

"Fu così che un giorno a tavola, tagliando il pane l'operaio fu preso da un'improvvisa emozione nel constatare, meravigliato, che tutte le cose su quel tavolo bottilglia, piatto, coltello era lui che le faceva. Lui un umile operaio, un muratore. Guardò attorno: tinozza, panca, branda, calderone, vetro, parete, finestra, casa, città, nazione! Tutto, tutto quello che esisteva era lui che lo faceva. Un operaio che sapeva esercitare il suo mestiere. Ah, uomini di pensiero non saprete mai quante cose quell'umile operaio intuì in quel momento! In quella casa vuota che lui stesso aveva tirato su, un mondo nuovo nasceva, che lui nemmeno lontanamente immaginava. E l'operaio emozionato guardò la sua mano, la sua rude mano da operaio. E guardandola bene ebbe per un attimo l'impressione che non esistesse al mondo una cosa più bella."                                       Vinicio de Moraes   L'operaio in costruzione


Settembre. E' il tempo del fare. Conserve di pomodori per l'inverno, marmellate da riporre in dispensa, il forno che torna ad accendersi.
A casa è arrivato Zeno, un cucciolo d'uomo che in un attimo ha cambiato le nostre vite. E' a lui che dedico questa ricetta, gustosissima per le colazioni che un giorno faremo insieme, nella speranza che crescendo scopra quanto è importante l'azione, il fare prima del dire, l'esperienza libera prima dei sentieri già percorsi. Perchè, piccolo Zeno, "il cammino si fa camminando".


Rinforza la madre la sera precedente alla lavorazione aggiungendo acqua e farina all'impasto e avvolgendo il panetto in un canovaccio legato con lo spago. La mattina seguente il lievito sarà talmente forte da uscire dal canovaccio. Sciogli 150g di madre in 200ml di latte tiepido, aggiungi nell'ordine: 1 uovo intero e un tuorlo, 4 cucchiai di miele e 1 cucchiaio di malto d'orzo,  450g di farina di grano. Lavora energicamente l'impasto fino ad ottenere una palla liscia e omogenea. Aggiungi 100g di burro a temperatura ambiente e lavora ancora fino a che il burro non sia perfettamente amalgamato. Lascia riposare per 3 ore. Lavora nuovamente l'impasto e lascialo riposare per un'ulteriore ora.


Trascorso questo tempo crea con l'impasto un filone da cui ricavare circa 20 palline da 50g. Da ogni pallina, pizzicando la pasta tra pollice e indice ricava una strozzatura che separi due sferette di dimensioni diverse. Crea un foro nella sferetta più grande e fai passare all'interno quella più piccola. Riponi la brioche in un pirottino. Prosegui nello stesso modo fino ad esaurimento dell'impasto. Lascia lievitare fino al raddoppio del volume (dalle 2 alle 4-5 ore a seconda della temperatura, della forza dell'impasto ecc.).



Adagia le brioche in una teglia, spennella la superficie con un uovo e inforna per 15-20 minuti a 180°C.



Gusta le brichine a colazione accompagnandole con un po' di miele o marmellata.

6 commenti:

  1. E' un aggiornamento che capita sotto ai miei occhi come un fulmine a ciel sereno... stavo giust'appunto cercando una briosche da sfornare questo week end con la mia pasta madre..
    Buona giornata,
    Sissa

    Lasissa.blogspot.com

    RispondiElimina
  2. Bella ricetta! La proverò presto! :)
    Ma il passaggio del lievito nel canovaccio è indispensabile?
    Bel blog :)
    Irma

    mongioie.blogspot.com

    RispondiElimina
  3. Il passaggio nel canovaccio ha lo scopo di rendere più forte il lievito. Io lo faccio ogni volta che ho a che fare con lavorazioni dolci, dove l'impasto è pesante perchè arricchito da uova, burro ecc. L'alternativa è usare una farina di forza come la Manitoba. Puoi comunque decidere di non avere queste accortezze, in questo caso metti in conto tempi di lievitazione più lunghi. Grazie per i complimenti, mi lusingano visto che chi li fa ha un blog davvero interessante ;-)

    RispondiElimina
  4. Grazie per la risposta! :)
    Irma

    RispondiElimina
  5. Ciao carissima, con molto piacere ho scoperto questo tuo blog, ho provato ieri a fare le brioschine e devo dire che appena sfornate erano eccezionali, stamattina però erano già durelle, il sapore buonissimo eh, ma un pò malloppe..sighsigh..le ho fatte con una farina tipo 1 macinata a pietra e tenuto i tempi di lievitazione come i tuoi, forse dovevo tenerle ancora un pò...ma mi sembravano già raddopiate di volume a dire il vero..le ho conservare in un sacchetto di carta dentro una scatola di metallo...forse è meglio una bustina di plastica?non mi arrenderò comunque :) grazie mille. Silvia

    RispondiElimina
  6. Ciao Silvia,
    la farina tipo 1 è più buona, più ricca di fibre ma ahimè rende più lenta la lievitazione (anch'io la uso! basta pazientare un po' di più)e sicuramente nelle lavorazioni dolci, dove l'impasto è più pesante per la presenza di uova, burro ecc. rende il tutto un po' più complicato. Secondo me però non dipende tanto da questo il fatto che le tue briochine siano diventate subito un po' durette. E' più probabile che tu non abbia lavorato sufficientemente a lungo l'impasto e che la rete glutinica non fosse ancora così ben strutturata. Succede quando si impasta a mano. Ci vuole forza e pazienza!
    Io di solito conservo le brioche, ma anche le fette biscottate e quant'altro in scatole di latta, non amo la plastica e cerco di evitarla!
    Un abbraccio

    RispondiElimina